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La fanciulla della Taverna delle Noci

Quinto Orazio Flacco (65 - 8 a.c.), il piu' grande poeta lirico romano, durante la sosta di cui poc'anzi detto, rimane entusiasta dell'incontro di una "PUELLA", di certo dalla marcata personalità femminile.

 

Ella, intelligente e forse dai capelli neri e dagli occhi celesti, per una promessa di rivedersi fa attendere a lungo e invano il poeta, che nella notte sogna.....

 

Una ragazza che forse non sarà da lui mai dimenticata e per la quale, con i monti a lui noti (che sono quelli del complesso del Vulture), dedica alla località, unica in provincia di Avellino citata nella satira, particolare attenzione, anche se in qualche verso si osserva un realismo troppo accentuato. E così la fanciulla entra in quel mondo leggendario romano, presente in quella "Taverna" con i suoi uomini più rappresentativi, ma senza varcarne la soglia.

 

Vicina.... ma lontana.....

E di lei se ne parla ancora!...

 

E per lei quella Taverna diviene " La Taverna tra le piu' celebri dell'antichità".

 

Essa e' ubicata a nord di Vallesaccarda, a destra della strada asfaltata (la Via Egnazia) che ivi conduce, a Km. 1,700 a cominciare in direzione della sua chiesa-madre e a 200 mt. dalla Fiumarella; nella sua area attualmente vi e' un piccolo fabbricato rurale mascherato da pioppi disposti lungo i margini di un torrente, con i ruderi di un mulino idraulico che si scorgono ad oriente.

 

Orazio, Virgilio e Mecenate nella terra della Baronia

Si riportano, qui appresso, i versi da 77 a 85 compresi nel libro I, satira V del viaggio Roma-Brindisi, che Orazio scrisse oltre 2000 anni or sono durante la sosta nella terra della Baronia.

 

"incipit ex illo montes Apulia notos ostentare mihi, quos torret Atabulus et quos numquam erepsemus, nisi nos vicina Trivici villa recepisset lacrimoso non sine fumo, udos cum foliis ramos urente camino. Hic ego mendacem stultissimus usque puellam ad mediam noctem exspecto; somnus tamen aufert intentum veneri:............. “

 

Traduzione

Di qui la Puglia comincia a mostrare i monti a me noti che l'Atabulo (vento locale caldissimo) avvampa e che non avremmo mai valicato, se una vicina villa di Trivicio non ci avesse ospitati, piena di fumo, che faceva venire le lacrime agli occhi, poiché il cammino bruciava ramaglie umide con foglie. Io qui, proprio da sciocco, attendo fino a mezzanotte una fanciulla che manca alla promessa; tuttavia il sonno mi coglie tutto assorto in immagini amorose:.........

 

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